domenica 10 novembre 2013

Apprendimento visioni profonde e visioni superficiali e la concezione dell’apprendimento nei bambini

Apprendimento visioni profonde
 e
 visioni superficiali 
e
la concezione dell’apprendimento nei bambini

VISIONI PROFONDE E
VISIONI SUPERFICIALI
A partire dagli studi che hanno considerato e sistematizzato
l’apprendimento in quanto oggetto di riflessione sono emersi sei modi
principali di concepire questo processo da parte dei soggetti .
L’apprendimento è, dunque, visto come:
- accrescimento delle proprie conoscenze
- memorizzazione delle informazioni e capacità di ricordo e
ripetizione delle stesse
- applicazione di procedure
- comprensione di procedure
- considerazione di nuovi punti di vista e utilizzo degli stessi quale
parametro per valutazioni
- evoluzione, trasformazione del soggetto nella sua globalità
Visioni superficiali e visioni profonde
Delle sei visioni precedentemente elencate, le prime tre
(accrescimento delle proprie conoscenze, memorizzazione delle
informazioni e capacità di ricordo e ripetizione delle stesse, applicazione di
procedure) vengono considerate superficiali, mentre le rimanenti
(comprensione di procedure, considerazione di nuovi punti di vista e utilizzo
degli stessi quale parametro per valutazioni, evoluzione – trasformazione del
soggetto nella sua globalità) come profonde.
Le ragioni che stanno alla base di questa distinzione sono da ricercare
nell’idea di sapere ne viene trasmessa.
Vediamo nel dettaglio le differenze.
Visioni superficiali
Le visioni superficiali vengono anche definite “riproduttive” o
“centrate sui segni” perché il sapere è visto come aggregato di cognizioni e
valido unicamente in termini pragmatico-funzionali.
L’apprendimento, infatti, viene concepito come la capacità di
assimilare informazioni e riproporle in maniera pertinente al contesto.
Si tratta, quindi, di un accrescimento del bagaglio di conoscenze e di
riattivare le informazioni in modo coerente alla situazione.
Queste visioni sono “assolutistiche”: hanno cioè una visione della
conoscenza come immutabile e certa.
Visioni profonde
Le visioni profonde privilegiano invece il significato e la
comprensione da parte del soggetto che apprende.
Questo secondo modo di interpretare l’apprendimento enfatizza
l’apporto di rielaborazione che il soggetto è in grado di dare: è, infatti, per
questo motivo che le concezioni di apprendimento appartenenti a questa
categoria vengono chiamate anche “trasformative” o “costruttive”.
Esse sono “centrate sui referenti”, cioè sulla creazione di nessi da
parte del soggetto tra i segni e la realtà che rappresentano o a cui si
riferiscono.
Contrariamente alle visioni superficiali, queste sono “relativistiche”:
la conoscenza viene interpretata riconoscendo la problematicità, la
differenza, la discussione e la coesistenza di più prospettive differenti.
La concezione dell’apprendimento nei bambini
Le ricerche hanno dimostrato come i bambini abbiano già a sette
anni una concezione dell’apprendimento molto precisa e definita,
chiaramente riferita all’ambiente della scuola.
Questa loro visione è diversa da quella che dello stesso avvenimento
hanno gli insegnanti. I bambini tendono a valutare gli eventi non tanto in
termini di scopi e obiettivi raggiunti o meno, ma come processo e sequenza
di eventi.
L’attivazione soggettiva è un promotore della memorizzazione: i
bambini, infatti, apprendono meglio se direttamente coinvolti, a più livelli,
nell’attività.
I bambini ritengono importanti ai fini dell’apprendimento le seguenti
procedure:
- ascolto di storie
- lavori di gruppo
- esperienze di simulazioni e giochi di ruolo
- utilizzo e paragoni con materiali e personaggi familiari
Il diretto coinvolgimento, quindi, consentirebbe una maggiore
attenzione e quindi un livello di attivazione cognitiva più alta.
L’importanza degli stati affettivi, i criteri di valutazione e l’importanza della
disciplina sono i punti cardine dell’accordo secondo recenti ricerche.
La discrepanza invece si attua nella visione dell’apprendimento:
- evento educativo per gli adulti (insegnanti e genitori)
- acquisizione di informazioni o padronanza di capacità per i bambini

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domenica 27 ottobre 2013

La sensazione

La sensazione


La descrizione di un attimo
le convinzioni che cambiano
e crolla la fortezza del mio debole per te
anche se non sei più sola perché sola non sai stare
e credi che dividersi la vita sia normale
ma la mia memoria scivola
mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri
la sensazione che in un attimo
qualunque cosa pensassimo poteva succedere.
E poi cos'è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivediamo adesso
dopo quasi cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un'emozione fortissima
e come sempre sei bellissima.
Mi hanno detto dei tuoi viaggi
mi hanno detto che stai male
che sei diventata pazza
ma io so che sei normale
mi chiedi di parlare adesso
perché i numeri e il futuro non ti fanno preoccupare
vorrei poterti credere
sarebbe molto più facile
rincontrarci nei pensieri
distesi come se fossimo
sospesi ancora nell'attimo in cui poteva succedere.
E poi cos'è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivedremo presto
fra almeno altri cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un'emozione fortissima
e come sempre sei bellissima perché
come sempre sei la descrizione di un attimo.

La sensazione   è il fenomeno psichico più elementare ed immediato: essa consiste nella stimolazione degli organi di senso (vista, udito, olfatto, gusto, tatto e gli organi della sensibilità interna), che forniscono all’uomo le prime informazioni sulla realtà sia esterna che interna.
L'impressione soggettiva, immediata e semplice corrispondente al’intensità dello stimolo fisico che ha colpito i nostri organi di senso.
La sensazione è un’esperienza soggettiva ma, nel momento in cui viene comunicata ad altri, è facilmente condivisibile e comprensibile. Due individui posti nelle stesse condizioni e sottoposti allo stesso stimolo riferiscono sensazioni simili. Questa comprensibilità e condivisibilità delle sensazioni è determinata dalla relazione psicofisica tra stimolo e sensazione percepita: a specifici stimoli corrispondono determinate sensazioni psicologiche simili per tutti.
I nostri organi sensoriali sono deputati alla recezione di specifici stimoli o variazioni di energia fisica:

vista, udito, olfatto, gusto e tatto si dicono sensazioni esterne perché si riferiscono a stimolazioni provenienti all’organismo dall’ambiente esterno.

La vista
I recettori della vista sono situati sulla retina, una membrana interna dell’occhio, la cui superficie è tappezzata dalle fibre terminali del nervo ottico. Questi recettori, che sono molto diversi sia per la forma che per la funzione, vengono chiamati coni e bastoncelli.
I coni funzionano nella visione diurna e ci permettono di distinguere tutti i colori.
I bastoncelli funzionano nella visione crepuscolare e notturna e permettono di vedere i cosiddetti colori acromatici (ossia il bianco, il nero e le diverse sfumature del grigio). Sulla retina vi sono tre tipi di recettori, ognuno dei quali è sensibile ad una coppia di colori: chiaro/scuro; giallo azzurro; rosso/verde.
Il colore non esiste in natura. La visione cromatica dipende dalla capacità di distinguere diverse lunghezze d’onda della luce, a ciascuna delle quali corrisponde un colore.  I diversi colori corrispondono a diverse lunghezze d’onda e vanno dal violetto al rosso.
I colori primari o elementari sono il rosso, il giallo, il verde e il blu. I colori secondari derivano dalla combinazione dei primari.

L’udito
Le sensazioni uditive derivano dalle onde sonore, che sono vibrazioni fisiche dell’aria o di altri mezzi (acqua, metalli etc.). Le sensazioni uditive corrispondenti a tali vibrazioni vengono chiamate suoni (vibrazioni semplici periodiche) o rumori (vibrazioni complesse non armoniche).
Le principali caratteristiche del suono sono: l’altezza del suono (frequenza della vibrazione), l’intensità (ampiezza dell’onda) e il timbro (qualità caratteristica dello strumento musicale).

Il tatto
La pelle contiene diversi tipi di recettori sensibili al contatto, alla pressione, alla temperatura, al dolore, al solletico e al prurito.
La percezione tattile permette di discriminare le stimolazioni meccaniche e pressorie degli oggetti sulla pelle, di distinguere gli oggetti fra loro in base alle loro caratteristiche di superficie; inoltre influisce sulla capacità di afferrare e impugnare gli oggetti.

Il gusto
Il senso del gusto ci permette di alimentarci con piacere, rendendo gradevole un’esigenza biologica. La lingua presenta quattro diversi recettori (le papille gustative) diversamente disposti sulla sua superficie ed altamente specializzati per ogni tipo di sapore: dolce, amaro, acido e salato. Nell’esperienza gustativa confluiscono sia queste sensazioni specifiche, sia altre informazioni provenienti dagli altri sensi.

L’olfatto
L’uomo della preistoria riceveva le principali fonti di informazione sull’ambiente proprio grazie all’olfatto, che lo informava sulla presenza degli animali feroci, permettendogli di difendersi in tempo. Nonostante l’olfatto abbia perduto gran parte della sua efficacia ai fini della sopravvivenza, esso conserva ancor oggi rilievo nella vita sociale.
L’olfatto ha i suoi recettori nella mucosa nasale. L’olfatto contribuisce a farci apprezzare il sapore dei cibi.

Le sensazioni interne 

Le sensazioni interne sono determinate da stimoli provenienti dall’interno dell’organismo.

Le sensazioni termiche comprendono le diverse forme di sensibilità alla temperatura (sia esterna che interna all’organismo), alle variazioni termiche e alla sensazione del bruciore.
Il dolore è una sensazione avente carattere spiacevole. La reazione emotiva dipende notevolmente dalle differenze individuali, cambia da un individuo all’altro ed è spesso imprevedibile. In molte culture non industrializzate le donne partoriscono con facilità e senza dolore. Alcune persone tollerano dolori intensi senza lamentarsi; altri piangono per un leggero malessere fisico; altri ancora soffrono al solo ricordo di dolori provati nel passato.
Il dolore presenta alcune implicazioni psicologiche: ogni malessere presenta “vantaggi secondari”, perché permette al sofferente di ottenere l’attenzione dei familiari oppure gli evita di assumersi delle responsabilità.
I recettori del senso dell'equilibrio sono collocati nell’orecchio interno (labirinto osseo) e ci informano sulla posizione del nostro corpo nello spazio anche in condizioni di instabilità ambientale (ad esempio su una barca o su un pavimento traballante). La sensazione dell’equilibrio è un’informazione indispensabile in particolari circostanze, quando non siamo in grado di vedere ciò che ci accade (ad esempio al buio, nella nebbia etc.).
La sensazione cinestesica (senso del movimento) ci informa sul tipo di movimento compiuto dal corpo, sulla sua posizione nello spazio e sulla sua relazione con gli oggetti che lo circondano. I recettori sono localizzati nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni. Grazie alla cinestesia siamo informati sui movimenti globali e parziali del corpo, sulla resistenza e sul peso degli oggetti, sugli sforzi che compiamo. Inoltre ci aiutano ad avvertire lo stato di tensione muscolare o di rilassamento.
Aspetti principali della sensazione
La teoria della detezione del segnale si interroga su quali aspetti siano rilevanti nella rilevazione di uno stimolo da parte di un soggetto.
Questa teoria parte da un assunto importante: l’uomo posto di fronte agli stimoli, non solo lo assimila e lo fa proprio oppure no ma deve primariamente decidere circa l’esistenza di tale stimolo.
Ad esempio se il soggetto deve rilevare la presenza di un segnale sonoro all’interno di un rumore di fondo, dovrà decidere se tale segnale esiste veramente oppure no.
Il soggetto ha due alternative:
• può affermarne la presenza del segnale sonoro. Questa risposta può essere vera oppure essere un falso positivo (rileva la presenza anche quando non c’è il segnale)
• può negarne la presenza. Questa risposta può essere corretta oppure un falso negativo (nega la presenza anche quando il segnale c’è).
La teoria della detezione del segnale evidenzia due aspetti:
• la sensibilità soggettiva nel discriminare differenze d’intensità degli stimoli
• il fatto che la valutazione segua criteri soggettivi. Cioè, ci sono soggetti maggiormente inclini a “osare” e altri più prudenti. Si tratta di criteri utilizzati in generale nella presa di decisione (qualsiasi decisione, anche quelle della quotidianità)
Secondo la teoria della detezione del segnale è fondamentale prendere in considerazione le capacità recettive dell’organismo, in termini fisiologici ma è altresì importante considerare la soggettività della presa di decisione e le modalità attraverso cui un individuo prende una decisione.
In sintesi si può affermare che la teoria della detenzione del segnale, che tiene in considerazione i criteri di giudizio e lo stato d’animo dell’individuo come variabili in grado di influenzare la percezione dello stimolo. Questa teoria stabilisce che la sensazione dipende sinergicamente sia dallo stimolo sensoriale che dalla volontà della persona a reagire.
Infine, la risposta allo stimolo è anche influenzata dal fenomeno dell’adattamento sensoriale, per cui una sensazione è influenzata da una precedente esperienza sensoriale.

Per approfondire:

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